IL CAMPIONE SILENZIOSO

Duck Hee Lee in azione al Roland Garros juniores - Getty Images

Duck Hee Lee in azione al Roland Garros

Non sente e non parla, ma vince. È la storia del tennista sudcoreano Duck Hee Lee, un quindicenne prodigio sordomuto dalla nascita. Ha impugnato la prima racchetta a sette anni, e bruciando ogni record di precocità si sta ritagliando un posto nel tennis che conta. Tanto che, nonostante competa ancora nei tornei giovanili (è il più piccolo fra i primi 50 del ranking mondiale under 18), è diventato il più giovane nella storia a entrare fra i primi mille nella classifica dei grandi. Il tutto malgrado un deficit molto importante. Eppure, secondo il suo coach Kyung Heeon Park, il problema uditivo non ne ha mai limitato il rendimento. Anche se sente solo le vibrazioni e pure la semplice comunicazione diventa un problema. Sia in campo, dove non si accorge delle chiamate e talvolta fatica a capire ciò che accade intorno a lui, sia fuori. Agli scorsi Australian Open ha risposto alle domande dei giornalisti comunicando a gesti con il coach, che intuiva i messaggi e li girava, in coreano, all’interprete pronto a tradurli. Ma lui non ne fa un problema, e preferisce cogliere gli aspetti positivi della sua condizione. “Non vengo distratto dai rumori, e mantengo più facilmente la concentrazione. E poi il tennis è la mia vita”. Una vita che gli ha tolto parecchio, ma non gli ha precluso la possibilità di puntare molto in alto. “Il mio obiettivo è concludere il 2013 tra i primi 10 under 18 e in futuro diventare il numero 1 Atp”. Il sogno, invece, è quello di emulare il suo idolo Roger Federer, conosciuto sei anni fa a Seoul in occasione di un’esibizione con ‘Rafa’ Nadal, lo stesso che nel giorno del suo ingresso nel ranking Atp gli ha dedicato un tweet. E fa niente se quando a gennaio si sono incrociati a Melbourne, Roger non l’ha riconosciuto. Il giovane Duck Hee sta trovando il modo per farsi notare, e risponde al destino a suon di vittorie.

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