COME PRIMA, PIÙ DI PRIMA

[Articolo apparso sul numero di febbraio 2014 della rivista Il Tennis Italiano]

Flavia Pennetta può esultare: è di nuovo grande

Flavia Pennetta può esultare: è di nuovo grande

Nel Rinascimento del tennis azzurro in gonnella, Flavia Pennetta ha avuto un ruolo da protagonista. Nell’estate del 2009 è stata la prima italiana della storia capace di entrare fra le migliori 10 della classifica mondiale, dando il la al periodo florido che tutti conosciamo. La brindisina ha posato il primo mattone, poi Schiavone, Errani e Vinci hanno fatto il resto, obbligandola a suon di risultati a un posto da comprimaria. Ma da qualche mese Flavia è tornata a prendersi ciò che le spetta, rivelandosi la migliore delle azzurre negli ultimi tre tornei del Grande Slam. Prima con gli ottavi a Wimbledon, poi con la semifinale agli Us Open e quindi con i recenti quarti agli Australian Open. A fine mese compirà 32 anni, ma ora che è di nuovo fra le grandi non ha alcuna intenzione di farsi da parte. Anzi, con le ‘Chichis’ e la leonessa fuori all’esordio, una Giorgi ancora acerba per certi livelli e Karin Knapp già bravissima a impegnare la Sharapova per 3 ore e mezza, ci ha pensato proprio lei a risollevare le sorti della spedizione italiana al femminile. Si è presentata sul cemento bollente di Melbourne arrivando a un solo punto dal rifilare il cappotto alla rumena Cadantu, e poi ha proseguito facendo fuori in due set anche la portoricana Puig e la tedesca Barthel. Tre match giocati con grande attenzione, a testimonianza della sicurezza mentale della Pennetta 2.0, esperta e motivata a migliorarsi sempre di più. Agli ottavi, il destino le ha messo di fronte Angelique Kerber, la stessa che nel 2011 le negò una storica semifinale agli Us Open, al termine di un match-calvario durissimo da digerire. Apparve a molti come l’ultimo episodio della sua carriera ad alti livelli, ma lei non lo pensò nemmeno un secondo. Era convinta di potersi conquistare una seconda chance, e ha avuto ragione.

Dopo oltre due anni è ancora in pista, la semifinale agli Us Open se l’è guadagnata il settembre scorso, e down under si è presa anche la rivincita ai danni della tedesca. 6-1 4-6 7-5, con tanto di rimonta nel set decisivo e chiusura sul filo di lana, dove era un po’ mancata nel duello americano targato 2011. Una vittoria che per la prima volta le ha aperto le porte dei quarti in uno Slam lontano dagli Us Open, dove ci è riuscita in ben quattro occasioni. A Flushing Meadows ha saputo anche ad andare oltre, mentre a Melbourne non ce l’ha fatta. Contro la cinese Li Na ha disputato un match opaco, servendo male e giocando con troppa fretta. È andata subito sotto e non è mai riuscita a raddrizzare il tiro, finendo per cedere con un doppio 6-2 in poco più di un’ora e salutare il torneo con un pizzico di amarezza. Ma va più che bene così. Nove mesi fa la Pennetta era fuori dalle prime 150 del mondo, ora è di nuovo a ridosso delle prime 20, e malgrado sia fra le otto top 100 più anziane sa di poter ancora dire la sua. Fisicamente le cose vanno bene, mentalmente non potrebbe stare meglio, e soprattutto non ha più nulla da dimostrare.

Quando nell’estate del 2012 ha saputo che il legamento del polso destro era distrutto, ha passato un paio di giorni a piangere. Si è trovata costretta a ripartire da zero, con trenta primavere sul groppone e senza più né coach Gabriel Urpi, con lei sin dal 2005, né l’amica del cuore Gisela Dulko, ritiratasi per dedicarsi alla famiglia. Tre mazzate una via l’altra, che però si sono rivelate l’alba di un nuovo inizio. Le debolezze han lasciato spazio alle certezze, e gli spettri di un possibile ritiro sono svaniti. Al rientro nel circuito ha scelto un nuovo coach, lo spagnolo Salvador Navarra, che prima l’ha aiutata a trovare le motivazioni per ripartire, poi insieme alla famiglia e agli amici di Flavia le ha restituito la serenità, e quindi l’ha accompagnata verso risultati mai raggiunti prima. Il tutto con una ricetta tanto semplice quanto efficace, che l’ha resa ancor più forte di quando entrò fra le top 10. Servizio più incisivo, maggiore aggressività nei colpi di rimbalzo e tanta voglia di crescere ancora. In una sola parola: maturità.

Ci si chiede se questa ‘Penna’ possa tornare fra le dieci, ma non è un traguardo poi così importante. Quello che doveva fare l’ha fatto, ciò che verrà da oggi in poi sarà tanto di guadagnato. E quando non arriverà più nulla, Flavia potrà salutare col sorriso e dedicarsi ad altro. È il bello e il brutto della vita di uno sportivo: si può arrivare sul tetto del mondo molto presto, ma prima o poi, inevitabilmente, bisogna cambiare aria. Per sua stessa ammissione, la Pennetta senza tennis non sa stare, anche se ha già comunque gettato alcune basi per il proprio futuro, e non solo grazie a madre natura, che le ha donato un fisico da copertina e uno charme da diva davanti alle telecamere, siano quelle dei tornei o di Chiambretti Night e Festival di Sanremo. Dimenticate la relazione da rotocalchi con Carlos Moya e quella a lungo celata con Potito Starace, ora il suo Golden Boy si chiama Andrea Preti, ventiseienne modello torinese che si divide fra le passerelle e gli studi di recitazione. Circolano addirittura voci di matrimonio, alimentate dal fatto che l’azzurra non abbia mai nascosto di immaginarsi moglie e mamma fin da ragazzina. Ma per pensare al futuro è ancora troppo presto, e visti gli ultimi risultati Flavia sarà ben contenta di aspettare un altro po’.

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