DAL TC TREVIGLIO PER STUPIRE

[Articolo apparso sul numero di maggio del mensile Tennis Bergamasco]

Andrea Fiorentini

Andrea Fiorentini

È presto per guardare lontano, ma fra i bergamaschi su cui puntare per il futuro, il nome di Andrea Fiorentini è scritto a caratteri cubitali. Il quattordicenne di Mozzanica ha tante qualità. Piace tecnicamente, con un tennis classico e un rovescio a una mano che non guasta mai. Piace caratterialmente, sempre tranquillo e attento. E piace fuori dal campo, sereno e concentrato sul tennis, con tanta voglia di imparare. Nonostante i 14 anni ha già ben chiara la strada da percorrere, perché ama ciò che fa e non soffre i sacrifici. Nella sua vita c’è spazio quasi solo per tennis e scuola, ma non è un problema. Fino a qualche tempo fa andava ogni giorno a Verona, per allenarsi alla corte di Daniel Panajotti, poi ha cambiato rotta, fissando la nuova base al Tennis Club Treviglio, sotto le cure del maestro Luca Leonardi. Una coppia giovane e affiatata: 28 anni il coach, la metà l’allievo, a formare un binomio interessante che cresce e impara di pari passo. E guai a pensare che per arrivare sia necessario un allenatore già formato: quando vent’anni fa ha iniziato a lavorare con Andreas Seppi, Massimo Sartori non aveva alcuna esperienza nel circuito. Sappiamo come è andata a finire. “Stando a contatto per tre ore al giorno e girando insieme nei tornei – racconta Leonardi – è normale che ci sia un rapporto a 360°, che va oltre il tennis giocato. Con Andrea c’è grande affinità, ha un carattere che mi piace molto”. Lo confermano i primi risultati della loro collaborazione, scattata a tempo pieno nel periodo natalizio, quando Fiorentini era al rientro dopo quattro mesi di stop per una microfrattura da stress al femore. Un problema che poteva condizionarlo a lungo, ma è stato risolto in tempo e poi controllato costantemente, sino a diventare solo uno spiacevole ricordo. La paura ha lasciato spazio all’emozione per due titoli di prestigio: prima in Liguria e poi in Piemonte, in due tornei del Circuito Giovanile FIT, disputati dai migliori d’Italia. Un biglietto da visita finito dritto dritto sui tavoli dei responsabili del settore tecnico, che hanno ricambiato con una wild card per il torneo internazionale under 14 di Pavia. Buon segno: han capito che il ragazzo ci sa fare. Ora tocca a lui continuare il percorso intrapreso, con la stessa umiltà e attitudine al lavoro che lo accompagnano da quando ha mosso i primi passi sul campo da tennis. “Sono le sue qualità che mi piacciono di più: ascolta, si impegna sempre al cento per cento e non vede l’ora di disputare nuovi tornei”. Con delle premesse così, vien naturale dargli fiducia.

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