LA NUOVA ‘VITA’ DI DJOKOVIC

[Articolo apparso martedì 19 maggio 2015 su TennisBest]

Novak Djokovic, a Milano per DJOKOlife

Novak Djokovic, a Milano per DJOKOlife

MILANO – Novak Djokovic senza sosta. Neanche il tempo di vincere per la quarta volta gli Internazionali d’Italia, e il numero uno del mondo è subito ripartito per un altro impegno, ma senza tabelloni e avversari da battere. Smessi i panni del giocatore, ha indossato quelli dell’imprenditore e preso la macchina, direzione Milano, per presentare in occasione di Expo la sua nuova linea di prodotti alimentari DJOKOlife, ispirati allo stile di vita sano che sta alla base della crescita che l’ha portato in vetta al ranking mondiale. “Ho dormito pochissimo”, ha scherzato al suo arrivo in Lombardia, ma non si è sottratto ai propri impegni, anche con la racchetta in mano. In mattinata ha palleggiato per oltre mezz’ora con alcuni giovanissimi ragazzi, su un campo in erba sintetica allestito per l’occasione in Piazza Città di Lombardia, davanti al nuovo Palazzo della Regione. Un’occasione per mostrarsi campione anche di simpatia e intrattenimento, con tanti siparietti divertenti accompagnati dalle sue solite battute, rigorosamente in italiano. Con il naso ancora segnato dall’incidente romano (“capitemi, non sono abituato a bere champagne”), ‘Nole’ ha incontrato anche le ragazze del team di volley di Casalmaggiore, fresche di primo scudetto. Gli hanno regalato un pallone autografato, lui l’ha usato per scambiaci qualche palleggio, coinvolgendo anche l’assessore allo sport Antonio Rossi e il ‘padrone di casa’ Roberto Maroni, che gli ha consegnato una targa come “simbolo dei valori dello sport, sana nutrizione e fair play”. È rimasto in campo il triplo del tempo previsto, e dopo una lunga serie di foto e autografi è scappato in fretta, direzione Radio Deejay.

DJOKOLIFE, UNA FILOSOFIA DI VITA
È tornato verso le 13.30, giacca elegante, camicia e jeans, per la tanto attesa presentazione di DJOKOlife, il vero motivo che l’ha portato a Milano, dominata dall’alto del 39° (e ultimo) piano di Palazzo Lombardia. Moderato da Stefano Meloccaro di Sky, il campione serbo ha presentato il progetto insieme al manager Edoardo ‘Dodo’ Artaldi, raccontando l’esperienza personale che l’ha condotto prima all’esclusione di un determinato tipo di alimenti (tutti quelli contenenti glutine, più latticini e cioccolato) e poi alla nascita del nuovo brand. Non solo un marchio, ma – come dice il nome stesso – una filosofia che riflette la sua idea di alimentazione e stile di vita. “Il mio corpo e la mia salute sono le basi di ciò che faccio. Ho avuto modo di viaggiare molto e di provare diversi tipi di cibo. Ora ho finalmente trovato lo stile alimentare adatto a me, che mi ha offerto gli strumenti per trovare il corretto equilibrio, e superare gli ostacoli dentro e fuori dal campo. Nutrire correttamente il mio corpo è uno dei pilastri del mio programma di allenamento”. I prodotti della linea sono cinque: biscotti ai 3 semi, fette croccanti con farina di riso e avena, barrette al sesamo e miele, barrette con frutta e cereali, bevanda vegetale (latte di riso e cocco), lanciati in occasione di Expo e diffusi inizialmente solo in Italia, prima dell’approdo nei Balcani e quindi nel Regno Unito, ma accessibili a tutti tramite un sito di e-commerce online nei prossimi giorni. “Tutti sappiamo cosa significhi non stare bene, ma pochi sono consapevoli del reale significato della parola benessere. Se avrete voglia di seguire il mio stesso percorso sono certo che potrete trarne giovamento e scoprire gli alimenti giusti per voi”. Una semplice operazione di marketing? Non proprio. Djokovic è parso veramente coinvolto nel progetto, che probabilmente non si limiterà ai soli prodotti alimentari, come spiegato da Artaldi. “Questa parte avrà altri sviluppi, sempre nell’ottica del benessere fisico e mentale”.

“NULLA DI SPECIALE PER VINCERE PARIGI”
Niente tennis e niente Milan – la sua squadra del cuore – in conferenza stampa (“oggi siamo qui solo per DJOKOlife”), ma ne ha parlato per una mezz’oretta a Deejay chiama Italia, con Linus e Nicola Savino. Oltre ai soliti complimenti al Belpaese, ha toccato vari temi interessanti, soprattutto gli inizi, Agassi e Roland Garros. “Quando a 12 anni mi sono trasferito in Germania e ho iniziato a giocare i tornei – ha detto –  ho capito subito che questa sarebbe stata la mia vita. Avevo una gran voglia di successo. Il mio idolo? Pete Sampras. Non per il gioco, ma per la capacità di lottare in ogni situazione”. Una piccola frecciatina per Agassi: “da atleta sono dispiaciuto di sapere che ha utilizzato sostanze non permesse, però è stata una scelta, di un ragazzo che nell’infanzia ha avuto tante difficoltà. Io sono stato fortunato: mio padre mi ha dato la possibilità di scegliere”. E per chiudere, ovviamente, il Roland Garros, unico Slam che gli manca, dove arriverà imbattuto nei tornei che contano. Un tempo i French Open gli mettevano paura, ma adesso l’ha superata. “Sono riuscito a capire come gestirla, in campo ho vissuto parecchie situazioni nelle quali l’incertezza mi stava portando al fallimento, ma sono le situazioni che aiutano a rendersi più forti. L’importante è credere sempre in sé stessi. Aver vinto così tante partite mi aiuta a credere di poter continuare il più a lungo possibile, non credo di dover fare nulla di speciale per vincere a Parigi. Ci sono già andato vicino, ho solo bisogno di arrivare preparato e provare a essere costante come negli altri tornei”. Visto come sono andate le cose sin qui, vien da pensare che sia veramente la volta buona.

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